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Pubblicato il 19/04/2021

AVVISO PUBBLICO, PER SOLI ESAMI, PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI A TEMPO DETERMINATO DI “COLLABORATORE PROFESSIONALE SANITARIO - INFERMIERE

Sul sito Internet dell’Azienda USL di Piacenza www.ausl.pc.it sezione “Bandi e Concorsi – Assunzioni e Collaborazioni – concorsi pubblici e selezioni interne in corso” è stato pubblicato il bando di AVVISO PUBBLICO, PER SOLI ESAMI, PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI A TEMPO DETERMINATO DI “COLLABORATORE PROFESSIONALE SANITARIO - INFERMIERE – CATEGORIA Ds”, INDETTO AI SENSI DELL’ART. 2-TER, COMMA 2, DEL DL 18/2020.

Il termine per la presentazione delle domande scadrà il LUNEDÌ 3 MAGGIO  2021.

È possibile iscriversi esclusivamente on-line, seguendo la procedura indicata nel bando e collegandosi al SITO WWW.AUSL.PC.IT, SEZIONE “BANDI E CONCORSI – ASSUNZIONI E COLLABORAZIONI – CONCORSI PUBBLICI E SELEZIONI INTERNE IN CORSO”. Selezionando il bando 205 e compilando l’apposito modulo telematico

Dott.ssa Giulia Lavezzi

Azienda USL di Piacenza

Ufficio Concorsi

0523.398821

 

BANDO_AVVISO_INFERMIERE (4).pdf   
Pubblicato il 11/04/2021

Obbligatorietà vaccinale: subito verifiche e massimo rigore degli ordini professionali

La Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche stigmatizza e rifiuta l’immagine data dalla manifestazione odierna di Roma contro l’obbligatorietà del vaccino di una categoria professionale in prima linea, come dimostrano contagi e decessi, nella lotta alla pandemia.

Se presenti, gli infermieri che secondo fonti di stampa avrebbero partecipato alla manifestazione di un sedicente comitato “Di sana e robusta costituzione” dovranno rendere conto agli ordini di appartenenza ai quali la Federazione darà tutto il supporto necessario per operare con il massimo rigore, dell’atteggiamento che oltre a creare confusione nei cittadini, altera l’immagine della professione infermieristica facendo supporre – come dimostrano le reazioni social all’iniziativa – che gli infermieri non sono una categoria assolutamente responsabile in questo senso.

Per quanto riguarda l’essere vaccinati, la professione infermieristica, come le altre professioni intellettuali nel campo sanitario, aderisce ai principi dell’etica professionale che guida scienza e coscienza degli infermieri in scelte che rispondono al principio inderogabile di tutela della salute delle persone. Riconosce il valore delle evidenze scientifiche come base del suo agire professionale e come garanzia per gli assistiti del massimo sforzo dei professionisti che si curano di loro e della massima sicurezza del rapporto con gli infermieri.

Nella sicurezza delle cure l’infermiere riveste un ruolo fondamentale in quanto corollario fondamentale della responsabilità assistenziale e dell’autonomia, positivamente riconosciute dall’ordinamento giuridico.

L’infermiere è consapevole del proprio ruolo, e la tutela dell’assistito da assicurare con professionalità e una formazione adeguata è un’attività imprescindibile, parte integrante e fondamentale per l’erogazione in sicurezza delle cure e dell’assistenza alla persona, essenziale per adempiere alla mission dell’infermiere, in linea con la ratio della Legge n. 24/2017 e dei principi posti alla base del governo del rischio clinico.

La Federazione – firmataria anche della Carta di Pisa sulle vaccinazioni negli operatori sanitari per riconoscere il valore della vaccinazione soprattutto tra i professionisti – sottolinea la necessità che il suo ruolo, per ottenere i migliori risultati, tenda, in termini di empowerment dei Cittadini, a comunicare in modo intenzionale con l’assistito e agevolarne così la scelta vaccinale

Fonte: FNOPI

Pubblicato il 02/04/2021

APPROVATO IL DECRETO-LEGGE 1 APRILE 2021 N.44

Obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari, con sospensione dall’esercizio della professione fino all'assolvimento dell'obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale non oltre il 31 dicembre 2021. Entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore del DL n.44/201 ciascun Ordine Professionale provinciale trasmette l'elenco degli iscritti alla Regione che, per mezzo dei servizi informativi vaccinali, verifica lo stato vaccinale degli iscritti all’Albo.
Confermato lo scudo penale dai reati di lesioni personali colpose e omicidio colposo per gli operatori sanitari che procedono alle vaccinazioni. La norma, che ha efficacia retroattiva, esclude la responsabilità del personale sanitario per i delitti di omicidio colposo e lesioni personali colpose, conseguenti alla somministrazione di un vaccino anti Sars-Cov-2, in caso di osservanza delle regole cautelari relative all’attività di vaccinazione.
Decreto-legge 1 Aprile 2021 n. 44

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2021/04/01/79/sg/pdf

Pubblicato il 31/03/2021

Comunicato stampa del 31 marzo 2021

NON SI RIMEDIA AGLI ERRORI CON SCELTE CHE METTONO A RISCHIO GLI ASSISTITI

L’emorragia di infermieri dalle strutture per anziani nasce da anni di scelte sbagliate. Attribuire agli OSS alcune funzioni degli infermieri aggrava il problema mettendo a rischio la salute dei pazienti


Non si rimedia ad anni di errori con scelte che mettono a rischio la salute dei cittadini e calpestano la professionalità degli infermieri. Anche il Coordinamento OPI dell’Emilia-Romagna, dopo quello di Lombardia e Veneto, dice no ad una delibera che attribuisce agli operatori socio sanitari atti propri dell’assistenza infermieristica per sopperire a carenze di organico nelle strutture sanitarie per anziani e nel privato accreditato.
Se i tanti avvisi emessi dagli ospedali pubblici hanno provocato un esodo degli infermieri da quelle strutture, che sono state messe in ginocchio, la causa è da ricercarsi in anni di incuria e scelte sbagliate. Per oltre quindici anni le strutture residenziali e sanitarie per anziani, soprattutto quelle del privato accreditato, non hanno – infatti – mai investito sull'assistenza infermieristica, tanto che gli infermieri hanno sempre lavorato in quel settore come ripiego, scegliendo di andarsene non appena possibile.
In queste strutture il contratto nazionale del comparto sanitario privato, infatti, non è mai stato approvato per oltre 14 anni, mentre il coordinamento sanitario di queste strutture in diverse regioni – anche in Emilia-Romagna – è stato dato agli operatori socio sanitari, con una completa disaffezione degli infermieri che non vedono nessuna possibilità di crescita a fronte di piani di lavoro mortificanti e deprofessionalizzanti, nessun investimento formativo, scarse tutele dei diritti lavorativi.
Per sopperire oggi all’emorragia che si è determinata, il Veneto ha allargato con un colpo di mano le competenze degli operatori socio sanitari, così da non aver bisogno di infermieri. Una scelta non solo sbagliata, ma che presenta evidenti problemi giuridici, visto che una Regione non può legiferare in tema di competenze dei professionisti, e un evidente abuso di professione rispetto a quanto previsto per il profilo dell'infermiere dal DM739/94, ma soprattutto comporta un grave problema per la qualità e sicurezza delle cure.

Il Veneto ha deciso, infatti, che gli OSS con poche ore di formazione complementare possano allargare le proprie competenze ed assumere responsabilità assistenziali a discapito degli assistiti che, anche a causa dell’innalzamento dell’età media, presentano invece bisogni di salute sempre più complessi ed articolati, richiedenti competenze infermieristiche sempre più specialistiche e non certo meno.

Pubblicato il 30/03/2021

Ordini del Veneto: “No a scelte che mettono a rischio professionisti e assistiti”

“La delibera n. 305/2021 della Regione Veneto, che apre alla possibilità di utilizzare gli Operatori sociosanitari (Oss), rispetto ad atti propri dell’assistenza clinica del paziente di competenza esclusiva di medici ed infermieri, è considerata IRRICEVIBILE da parte del Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Regione Veneto, in particolare nei Centri Servizi per anziani, dove i bisogni di salute sono sempre più ad alta valenza sanitaria e quindi necessitano di assistenza infermieristica sempre maggiore”.

Il Coordinamento degli Ordini delle professioni infermieristiche della Regione Veneto reagisce in modo forte alla delibera della Regione che consente agli Oss di eseguire alcune prestazioni sui pazienti, che non ritiene possibili nemmeno nell’emergenza della pandemia e chiede il ritiro dell’atto, oppure valuterà “ogni azione necessaria, nelle sedi giurisdizionali più opportune”.

“La pandemia – si legge – ha reso evidente l’assoluta necessità della presenza infermieristica, peculiarmente nei setting di cura dove ci sono le persone più fragili e una formazione minimalista, sia pure in condizioni di emergenza come durante la pandemia SARS CoV-2, non può sostituire anni di formazione, tirocinio ed esperienza, rispetto a situazioni, che possono spesso manifestare condizioni imprevedibili. Infatti, molte delle prestazioni citate possono seriamente compromettere la salute delle persone, se effettuate in maniera non appropriata”.

“Senza nulla togliere al supporto indispensabile e necessario che gli Oss hanno dato e stanno dando rispetto alla migliore condizione generale dei pazienti, si evidenzia che questa delibera pone a serio rischio sia la persona assistita, che gli stessi operatori, configurando anche profili di dubbia legittimità e responsabilità professionale”.

“In questo senso, il Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Regione Veneto chiede l’immediata sospensione della delibera e si rende disponibile ad analizzare, in tempi più che brevi, le soluzioni opportune e necessarie, pur stigmatizzando l’assoluta mancanza di coinvolgimento, da parte della Regione, a fronte delle reiterate richieste di incontro dei mesi scorsi”.

“Il Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Regione Veneto, si vede comunque costretto e si sente in dovere, nei confronti dei suoi Iscritti e degli stessi assistiti, di valutare ogni azione necessaria, nelle sedi giurisdizionali più opportune”.

FonteCoordinamento degli Ordini del Veneto

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